Cosa fare per assistere una persona durante un attacco di panico:
- Mantieni la calma e parla con voce rassicurante: il tuo atteggiamento influenza quello della persona. Usa frasi come “sono qui con te, passerà presto”, evitando di minimizzare o razionalizzare i sintomi (“è solo ansia”, “non è niente di grave”).
- Non giudicare e non sminuire ciò che prova: il malessere è reale per chi sta vivendo l’attacco. Mostra empatia e ascolto attivo, senza pressionare, criticare o proporre “soluzioni” forzate. Non forzare la persona a fare nulla contro la sua volontà.
- Aiutala a trovare una posizione comoda e, se possibile, portala in un ambiente tranquillo e poco affollato.
- Guida la persona nella respirazione lenta e profonda: l’iperventilazione peggiora i sintomi; suggerisci di fare respiri lenti, guidando il ritmo con il tuo respiro.
- Rimani con lei per tutta la durata della crisi, senza lasciarla sola a meno che non lo chieda esplicitamente.
- Parla poco, ascolta molto: non fare troppe domande e non incalzare la persona a “spiegare” cosa sente.
Tecniche di grounding e il metodo 5-4-3-2-1
Questa tecnica aiuta la persona a “radicarsi” nel presente attraverso i cinque sensi, interrompendo i pensieri negativi e la ruminazione ansiosa:
5 cose che vede: Chiedi di elencare ad alta voce cinque cose che riesce a vedere intorno a sé (ad esempio: una sedia, una finestra, un libro…).
4 cose che può toccare: Invitala a percepire e descrivere quattro sensazioni tattili (il tessuto dei pantaloni, la superficie di una sedia, la temperatura di una tazza…).
3 suoni che sente: Tre suoni nell’ambiente, come un orologio che ticchetta, il rumore della strada, il cinguettio di un uccello.
2 odori che percepisce: Due profumi o odori, anche molto delicati (ad esempio, un sapone, l’odore della pelle, dell’aria).
1 sensazione che prova: Una sola emozione o sensazione fisica in quel momento (ad esempio, sento il cuore che batte forte, sento ansia, ma anche sento i piedi sul pavimento).
Puoi ripetere la sequenza se la persona ne sente il bisogno. La tecnica è efficace perché riporta l’attenzione al “qui e ora” e aiuta la persona a riacquistare il controllo sulle proprie sensazioni.
In sintesi:
- Non minimizzare, non giudicare, resta accanto alla persona.
- Aiutala a respirare lentamente e proponi (senza insistere) tecniche grounding per interrompere la catena dell’ansia.
- Se l’attacco non si risolve, si ripresenta spesso, o è la prima volta, invita serenamente a parlarne con un terapeuta o a consultare un medico.